Andreea Lozinca, Analista e Ricercatrice Human Design & Matrix Map sotto profilo olistico bio-psico-sociale, appassionata di matrici esistenziali ed energie sottili, lavoratrice, modella e speaker, attivista per l’auto-consapevolezza, mamma, sportiva & ex blogger sfido i miei limiti, accolgo le mie paure e incoraggio le persone a non avere paura di conoscere loro stesse, vivere... e viversi!
..perché.. Non è chi Sei che ti trattiene dal vivere la vita che senti per te, ma chi Pensi di (non) essere!

Ti racconto un po' chi sono e cosa mi ha portato a dedicarmi a te
attraverso @IlTuoDesign..
La conoscenza (fonte di potere, se applicata e interiorizzata), la consapevolezza, la nutrizione, l’attività fisica e l’ambiente circostante sono tutti strumenti primari che favoriscono la comprensione della percezione di sé, del proprio corpo, dei propri atteggiamenti mentali e delle proprie risposte sociali.
Questo è ciò che ho appreso attraverso le mie esperienze ed i miei studi ed è per questo motivo se partecipo a progetti "motivazionali", sociali e sfilate e qualche volta mi dedico a creare contenuti che possano emozionare e al tempo stesso "ispirare" e far aprire la mente verso nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuovi punti di vista. Ed è lo stesso motivo che mi ha portato a quella che io sento come vocazione, ma prima ancora come passione: lo Human Design. E insieme, come strumento di auto-consapevolezza e visione di sé, la Numerologia e la Tarologia. Dopo tantissimi anni di ricerca, attraverso queste discipline ho trovato il modo di esprimermi e di portare delle soluzioni concrete a chiunque voglia stare meglio, riallinearsi alla propria essenza e vivere una vita autentica, in pace e appagante.
Senza ombra di dubbio, gli eventi successi nella mia vita - un nuovo Paese, l’incidente stradale e gli anni di tribulazioni in ospedale e poi l’amputazione e tante altre tribulazioni di salute non solo con la gamba, il matrimonio, il figlio e poi il divorzio (il tutto più tanto altro, entro i 30 anni) – hanno avuto un impatto significativo sul mio percorso e sulla mia consapevolezza, di conseguenza anche sulle tematiche di studio e analisi della vita e sui miei interessi più profondi.

Ci sono tantissimi fattori condizionanti intorno a noi che, con il tempo, ci allontanano dalla nostra essenza, dalla nostra unicità e ciò ci porta a scontri, resistenze da parte degli altri e a sofferenze mentali e fisiche sempre più profonde.
Mi sono sempre posta molte domande sull’essere umano, sul suo modo di funzionare e i tutti i suoi perché. Ed a volte, cercavo attivamente delle risposte, studiavo, analizzavo, altre volte restavo ad osservare e basta, semplicemente in ascolto e in attesa di risposte dall’Universo.
Che cos’è che ci differenzia gli uni dagli altri? Che cosa ci porta a creare dei legami, che cosa ci unisce? Perché ci sentiamo attratti da certe cose, persone o situazioni? Perché reagiamo in certi modi? Perché l’esterno ci influenza e come, e cosa dall’esterno ci influenza, e quando? Perché una stessa situazione può essere vissuta così diversamente da due persone? Perché alcune persone sono facili da motivare/influenzare, ed altre no? Perché, a parità di contesto, lo stesso cibo non risulta così salutare per tutti? Perché a volte ciò che desideriamo sembra diventare subito realtà? Queste, e un milione di altre domande, da quando avevo sedici anni..
Ho cercato risposte in tutte le discipline mediche ed analitiche ufficiali possibili: Biologia, Bio-Meccanica, Psicologia, Sociologia, Psichiatria, Neuroendocrinologia, PNL, Nutrizione solo per citare le principali, passando poi per la medicina alternativa, la Medicina Tradizionale Cinese, il Feng-Shui, le 5 Ferite e le 5 Leggi Biologiche. Eppure, sentivo che c’era qualche tassello mancante. Negli ultimi anni ho sentito una forte spinta verso le pseudo-scienze e le terapie olistiche, quali la Cristalloterapia, l’Astrologia e la Tarologia. Questo ultimo passaggio non è stato tra i più semplici, per via dei miei condizionamenti mentali, nei confronti di queste discipline. “Fortunatamente”, però, ho ascoltato il mio intuito e ho scoperto un mondo meraviglioso, oltre ad un milione di risposte.
E lo so, potrebbe anche bastare.. ma non per me, non era abbastanza, a certe cose ancora non riuscivo a trovare una spiegazione. O meglio, il quadro non era ancora completo. E quando, dopo un tempo che mi è sembrato un’infinità, un tempo infinito in cui mi è quasi sembrato di perdere il senno della ragione, alla fine mi sono arresa. Mi sono arresa e ho messo il cuore in pace, che non potrò mai avere tutte le risposte. Ecco che allora è arrivato a me lo Human Design. Ecco che allora, in quel momento, mi ha trovata pronta. Pronta per accogliere tutto ciò che aveva da offrirmi e da mostrarmi.
È stata un’esperienza unica, meravigliosa, che porto avanti con gioia, con profonda soddisfazione, ogni giorno, e credo che sarà così per molti anni ancora a venire. E’ davvero una delle pochissime situazioni in cui oserei dire per tutta la vita. Non è una promessa, ma un sentimento che mi riempie e arriva dal profondo, perché risponde a ciò che è il mio bisogno quotidiano: un potenziale trasformativo. Ed è meraviglioso anche integrarlo con tutte le nozioni apprese gli anni precedenti, e con quelle che continuano ad arrivare, attraverso gli studi, gli sperimenti e le osservazioni.
Non è chi Sei che ti trattiene dal vivere la vita che senti per te, ma chi Pensi di (non) essere. - ci sono molti modi per spiegare e descrivere questa frase, a diversi livelli, ma la sostanza resta sempre una: la mente. La tua identificazione di te stesso con la tua mente, con i tuoi pensieri. Ma tu non sei i tuoi pensieri, poiché non sono loro che hanno (o meglio, non dovrebbero avere) potere decisionale nella tua vita. Non sono i tuoi pensieri a decidere se sei stanco oppure no, vero? Non sono i tuoi pensieri a decidere se ora hai voglia di farti una passeggiata, vero?
Così come non sono i miei pensieri ad aver deciso che io nel 2018 avrei fatto la mia prima Rosetta Verticale. Perché se avessi ascoltato i miei pensieri, non l’avrei mai fatta, neanche al giorno d’oggi, visti tutti i problemi al moncone che avevo/ho. No. C’è stato qualcosa di ben più profondo che è arrivato da dentro di me. È stata una decisione presa con un’Autorità Interna, in risposta ad uno stimolo esterno. Così come tutte le altre decisioni prese così e che mi hanno regalato una vera soddisfazione, la vera soddisfazione, quella profonda, quella sentita nei visceri.
Ognuno di noi ha una propria meccanica, un modo personale di vivere, di emozionarsi, di relazionarsi agli altri e di prendere decisioni. Ognuno di noi ha la possibilità di esprimere la propria unicità e a vivere emozioni e situazioni appaganti in accordo alla propria Strategia e Autorità Interna.
“Conosci te stesso.” – iscritto all’entrata dell’antico Tempio greco di Apollo a Delfi..
Tuttavia, non tutte le persone sono qui per conoscere se stesse.
Mi sono sempre chiesta anche questo, come mai alcune persone faticano a conoscersi, faticano a entrare nelle loro profondità per scoprirsi? Sembrava che fossero svogliate, o non gliene importasse nulla di conoscersi un po’ più a fondo. In realtà, è perché meccanicamente, geneticamente, non sono qui per questo, e quando cercano di scavare dentro loro stesse soffrono tremendamente. Immagina un pesce che cerca di scalare un albero, immagina la fatica e la sofferenza.
Sono venuta a conoscenza dello Human Design alcuni anni fa, ma al tempo mi sembrava “la solita roba New-Age”. E quando ho iniziato ad approfondire questa disciplina, avevo capito perché quella volta non era stato il momento giusto. Il motivo è che non avrei mai accettato che qualcuno o qualche mappa mi dicesse chi sono, cosa sono, quali sono le mie vulnerabilità o le mie potenzialità. Dovevo sperimentarlo e sentire dentro di me, le mie risposte. E poi, nello Human Design, ho trovato conferme. Non solo riguardo a me stessa, al cibo che prediligo e al modo in cui preferisco mangiare, al mio modo di apprendere ecc., ma anche riguardo a mio figlio, per esempio, e al mio modo di trattarlo e di relazionarmi con lui. Perché, pur vivendo e respirando tutti un’aria di condizionamenti, abbiamo tutti una Strategia e un’Autorità Interna che ci permette di non perdere la rotta e che ci permette di restare in contatto e corretti con noi stessi – e, di conseguenza, anche con gli altri.
"Se vuoi cambiare il mondo... comincia da te stesso.” - Mahatma Gandhi
Si potrebbe anche dire: se vuoi cambiare il tuo mondo, il mondo intorno a te. Il tuo modo di vivere, le tue relazioni, il tuo sentirti te stessa/o, la tua salute psico-fisica, il tuo benessere a 360°, la tua soddisfazione, o la tua pace, o il tuo successo. No? L’abbiamo già sentito tutti, che per stare bene con gli altri, dobbiamo prima stare bene con noi stessi. Egoismo illuminato. È così. Non può essere diversamente. Perché pur facendo stare bene gli altri, se non stiamo bene noi, alla fine torniamo sempre a cercare un modo per stare bene, per sentirci davvero, profondamente in pace e soddisfatti. È inevitabile, è la natura umana. Onestà, non martirio. Onestà con se stessi, perché da quel luogo di pace interna si diffonde una pace nell’aria, un’aria che poi tutti respiriamo. E da questa onestà, da questa pace interna poi arrivano situazioni e relazioni che sono allineate al nostro percorso, a ciò che siamo veramente, e che ci portano soddisfazione, successo, pace, meraviglia e gioia di vivere. Senza questa sincerità di fondo con noi stessi, non possiamo vivere altro che frustrazione, insoddisfazione perenne, amarezza, rabbia e delusione.
E per farlo, inizia e basta. “Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo.” - Lao Tzu
L’Umanità è cambiata, così come anche il suo scopo. Se prima c’era un’aspettativa media di vita di 35 anni, ora è di 85 anni. È chiaro che il nostro percorso su questo pianeta, in questa vita, non può essere lo stesso di prima. Ora il nostro scopo non è più costruire infrastrutture, società, garantire la sopravvivenza nostra e della specie, ma è la Consapevolezza. È tutto un altro tipo di approccio alla vita. Sono tempi diversi di crescita, esperienza e maturazione. Se prima si iniziava a lavorare a 7 anni ed entro 15 si era già sposati e con dei figli, e poi intorno a 30 anni la vita stava già volgendo al termine, è chiaro che la mutazione avvenuta non ha più lo stesso scopo e le stesse tempistiche.
Non è chi Sei che ti trattiene dal vivere la vita che senti per te, ma chi Pensi di (non) essere.
Ohh, i pensieri, la Mente.. Prima ci serviva un’organizzazione precisa e attiva, non influenzata da emozioni o affettività, in modo che potessimo dirigere e costruire il mondo in cui viviamo oggi. Non c’era tempo per le emozioni, dovevamo garantirci la sopravvivenza su questo pianeta.
Ora, il nostro modo di operare e di vivere si porta ancora dietro questo condizionamento ma, per via della mutazione che è avvenuta, noi non possiamo continuare a operare solo strategicamente, solo basandoci sulla Mente, solo prendendo decisioni con la Mente. Strutturalmente, geneticamente, ora siamo diversi da prima. Possiamo certo continuare a prendere decisioni con la Mente (“Devo fare questo”, “dovrei fare questo”, “sarebbe meglio dire/fare questo” ecc ecc), ma di certo continueremo anche ad andare incontro a resistenze, ostacoli che ci fanno soffrire, paura, ansia, rabbia, frustrazione, delusione, amarezza. Perché? Perché è inevitabile, perché non siamo più costruiti per operare in questo modo e quindi andiamo proprio contro ciò che siamo.
Ci hai mai fatto caso che negli ultimi anni è spuntato fuori un numero sempre più crescente di guru, maestri spirituali, persone che offrono percorsi di consapevolezza e auto-ascolto di ogni genere? Non sto parlando della qualità o della validità di ciò che offrono, ma di quanto sia, effettivamente, un numero sempre più crescente. Così come lo è anche il numero di persone che cercano questi tipi di percorsi.
Nulla succede per caso.
Così come non è un caso che la nascita della Psicologia coincide con la scoperta di Plutone, o che la scoperta di Urano coincide con il nostro passaggio da esseri umani con 7 centri a esseri umani con 9 centri.
Gli esempi potrebbero essere tantissimi. Così come nella vita personale, privata di ognuno di noi.
E stiamo andando incontro ad un'ulteriore mutazione, che vivremo con molta, moltissima difficoltà, se non abbiamo le basi per operare correttamente, noi "grandi" e i nostri "piccini".
Insomma. Questi sono i miei pensieri, (molto) in breve e a grandi linee. Se vuoi conoscere un altro pezzetto della mia storia, continua a leggere :)
Altro su di me
Nata nel 1990, di origini romene, vivo in Italia dall’età di 13 anni. Sviluppo molteplici passioni, nel corso del tempo, che per molti, molti anni mi tormentano con la loro diversità e con il fatto di non riuscire a sceglierne una sola. Sono una cosiddetta multipotenziale, e questo non mi rende facile scegliere una strada di vita, a cui poi si aggiungerà anche l’incidente e l’amputazione qualche anno più tardi.. Con il tempo, però, imparo sempre di più ad ascoltarmi nel profondo & nonostante, o grazie a diversi eventi nella mia vita, questa strada riesce a delinearsi sempre di più. Ora, difficoltà e sacrifici non mancano, ma il fatto di poter esprimere me stessa, le mie passioni e allo stesso tempo essere d’aiuto agli altri, è indescrivibile...

All’età di 16 anni mi vedo coinvolta in un incidente stradale che sconvolge la mia vita e mi porta, per 4 anni a diversi tentativi di salvare la gamba destra e, altri 4 anni più tardi, ad amputarla per via dell’osteomielite mai trattata a dovere. Nel frattempo, nel 2010 nasce Leonard, da un profonda connessione tra me e Alex, conosciuto 2 anni prima. L’amputazione, nel 2015, mi porta una nuova motivazione a vivere in salute e prometto a me stessa di non smettere mai più di fare attività fisica, ma mi porta anche nuove, incessanti sfide e continui ricoveri per via di infezioni ai tessuti molli che non se ne vanno. Mi sento comunque più forte e, decisa a vivere la vivere vita nonstante i dolori e le continue medicazioni, partecipo al mio primo Vertikal nel 2018, con il Team3Gambe. Mi sento rinascere.. e capisco che davvero i limiti sono solo nella testa, quelli che ci imponiamo o ci immaginiamo. Proseguo con i miei allenamenti in palestra, con i Vertikal e conosco nuove persone e nuove prospettive sulla vita. Nel 2017 conosco Viola Murmure, che promuove uno degli argomenti che avevo più a cuore: una sessualità sana. Poi, nel 2018 partecipo alla mia prima sfilata di moda, e comincio le prime collaborazioni con lo scopo di abbattere barriere, stereotipi e pregiudizi mentali sulla bellezza, sulla femminilità, sulla disabilità e sull’essere Donna.
Nel 2019 conosco Micaela Zuliani, il cui progetto “Boudoir Disability” fa tuttoggi il giro dell’Europa, e partecipo alla prima sfilata Phoenix Alternative Models, durante la Fashion Week parigina. Nello stesso anno provo il Challenger, un piede protesico da corsa (qui c'è un breve video in cui ne parlo), e mi innamoro dello street-running. Conosco anche Anita Zanatta, e a breve diventiamo “Le gemelle del trail”, debuttando sotto questo nome alla Maratona di Pisa.
Nel 2020 partecipo ad altri shootings, a Milano e in Grecia e, complice il lock-down per Covid, mi ritiro per circa quattro anni da ogni pubblica attività e intraprendo un lungo percorso di introspezione “in solitaria”. In questo periodo divorzio, riprendo e completo gli studi superiori, mi trasferisco con mio figlio in un’altra città e vado sempre più a fondo a scavare tra le mie meccaniche e le mie emozioni, oltre a cercare di sopravvivere a nuove sfide a livello di salute.
Oggi sono grata per tutti gli studi e tutte le esperienze passate, perché mi hanno aiutato a trovare la mia voce, mi hanno mostrato cosa mi fa battere il cuore, cosa mi appaga, cosa mi rende felice. E mi hanno mostrato qual è il pattern, lo schema che si ripete in ogni mio pensiero, in ogni mia ricerca e osservazione su di me e sugli altri: “perché?”, “qual è il limite?”, “qual è la motivazione”. In altre parole, qual è la meccanica operativa, perché una persona fa o non fa una determinata cosa, cosa la spinge ad agire o non agire in un certo modo?
Alla base, vi si trovano le emozioni. Chi mi conosce da tempo sa che parlavo spessissimo delle emozioni e della loro importanza. Ora, per me, lo studio dello Human Design è stato il tassello mancante nella comprensione concettuale del loro significato e del loro impatto su ognuno di noi. Vivivamo tutti in un campo emotivo, c’è chi le emana e c’è chi le amplifica. Ma un “errore” che facciamo quasi sempre, è quello di identificarci con le emozioni che sentiamo e di agire in base a questa identificazione, invece di accoglierle, semplicemente, momento per momento e lasciarle fluire.
Parlando spesso di auto-conoscenza, auto-consapevolezza, limiti e motivazioni, dicevo “Ispira le tue emozioni, e lasciati ispirare da esse”. Questa frase può avere tanti significati, in momenti diversi. Può essere “Se non ti piace ciò che senti, cambia il “posto” in cui ti trovi e scegline uno che sia coerente con ciò che tu senti giusto per te” oppure “Guarda le tue emozioni, osservale, come guardare un fiume scorrere, lasciale fluire e attendi per vedere cosa ti portano, quando hanno finito il loro percorso”. Non si tratta di reprimerle o di controllarle, perché ciò porta inevitabilmente a squilibri interni, né di giudicarle, ma semplicemente di lasciarle fluire.
In fondo, sono le emozioni a renderci ciò che siamo: esseri umani.

Fondamentalmente, nei miei anni di ricerca non sapevo cosa stessi cercando con esattezza, e per molto tempo mi sono sentita sbagliata, una perdente, una che non riesce mai a concludere qualcosa, e allo stesso tempo sapevo che ero sulla strada giusta, sentivo che ciò che stavo facendo non era sbagliato. Con il tempo, ho capito che stavo cercando la struttura, l’essenza, la base di tutte le cose, le fondamenta di tutto ciò che esiste, cosa ci governa, cosa ci muove. E quando mi sono aperta ad accogliere lo studio dell’Astrologia e poi della Numerologia ho capito che stavo cercando una Mappa. Era una cosa che sentivo, ma non ho avuto modo di concettualizzare questa sensazione finché non mi è apparsa alla vista, letteralmente.
Come la piantina di un edificio, anche noi abbiamo una nostra mappa personale. Una mappa che ci fa vedere noi stessi, nella nostra totalità, che racconta tutto ciò che siamo o che possiamo essere. Certo, possiamo fare/ diventare qualsiasi cosa vogliamo, ma non significa che ciò che diventiamo o facciamo ci renda soddisfatti nel profondo, non significa che è ciò che siamo. Ad esempio, puoi diventare un giornalista e lavorare come tale, ma non significa che è ciò che tu senti di essere o di voler veramente fare. Magari il tuo sogno, o ciò che senti nel profondo è fare il pizzaiolo. Ma non lo fai, perché sei condizionato da tutta una serie di idee – dai pensieri, dalla Mente. Ma il tuo corpo soffre, il tuo corpo sente che non è nel posto giusto, sente che l’energia che sta dando al fare il giornalista non lo ricarica, anzi, lo svuota. Ora immagina, non è difficile, quanto è meraviglioso vedere delle persone che amano il loro lavoro, che lo fanno con passione, cosa ti regalano queste persone? Un giornalista che è appassionato di ciò che fa trasmetterà un’energia positiva intorno a sé, che influenzerà gli altri e i risultati del suo lavoro saranno trasformativi, i suoi articoli emaneranno un’energia forte, che toccherà nel profondo. Allo stesso modo un pizzaiolo farà degli impasti, delle pizze fantastiche! E non è meraviglioso leggere degli articoli appassionati, chiari, toccanti, o godersi delle pizze cucinate a regola d’arte, che ti nutrono a 360° tutti i sensi del corpo?
Questo significa essere corretti con se stessi..e con gli altri.
Le mappe parlano, mostrano visivamente, e in maniera estremamente chiara. E sono utili, come dicevo prima, per una maggiore auto-consapevolezza e ci aiutano a riallinearci alla nostra essenza e a fare pace con i nostri lati ombra.
In particolare, trovo che la Matrix Map sia la più “immediata”, la più facilmente assimilabile a livello concettuale per poi riuscire a passare al livello introspettivo. Mi piace tantissimo, perché attraverso gli Archetipi, con i loro lati luce e ombra, racconta tutte le nostre caratteristiche nei diversi ambiti di vita.
Apro una piccola parentesi, parlando di Tarologia non posso non nominare le letture tarologiche, nel senso comunemente conosciuto. Per me queste letture sono sempre strumento per conoscere se stessi, e non per tanto per prevedere il futuro. Perché il futuro cambia ogni minuto, ogni secondo, con ogni nuovo insight, con ogni nuova, piccola o grande consapevolezza che integriamo. Riuscire a prevedere il futuro con certezza significa che tutto ciò che ora c’è, resterà immutato fino a quel momento. In pratica, significa che tutto il mondo deve addormentarsi fino a quel momento – visto che non esistiamo da soli, ma in un campo di consapevolezza universale. In altre parole, tutti noi creiamo il futuro, momento per momento. Io posso anche addormentarmi e restare nella stessa consapevolezza, ma gli altri? Gli altri continuano ad evolvere, ad espandere la loro consapevolezza e quindi a cambiare il futuro. Le letture tarologiche sono affascinanti e utili in certi momenti, ma quando conosci la tua mappa, le tue meccaniche, scopri che non hai bisogno di risposte “da fuori”, perché quelle risposte le hai già dentro di te.
E qui mi collego alla Rave Chart, la mappa dello Human Design, che offre la risposta essenziale più “immediata” su qual è la strategia corretta per ognuno di noi di allinearsi alla propria essenza, di operare su questo piano, di prendere decisioni e relazionarsi con gli altri e l’ambiente.
Piccola parentesi: avrai notato che ho tralasciato la Mappa Astrologica, nonostante (o perché) io abbia contemplato molto a lungo anche questa. Ci sono delle diversità tra la mappa astrologica classica e il significato dei pianeti dal punto di vista dello Human Design. Inoltre, nel sistema delle case ci sono degli errori, spesso nei primi gradi, quindi se hai un pianeta che si trova al centro della casa, diciamo che puoi tenere valida la tematica di quella casa, ma non puoi comunque considerare i gradi con precisione e i vari effetti e relazioni tra pianeti (in astrologia queste relazioni sono chiamate aspetti – i quadrati, i trigoni, i sestili, le congiunzioni ecc.). Inoltre, ci sono vari sistemi nel calcolo delle case, e di conseguenza grandi differenze tra un sistema e l’altro e che naturalmente si aprono a diversi livelli di interpretazione. Insomma, è un argomento estremamente complesso, sarebbe delizioso farne ricerca, ma al momento non sento una chiamata, una particolare spinta a farla.
Queste due mappe con cui ho scelto di lavorare, raccontano l’essenza di ciò che siamo e di ciò che siamo chiamati ad integrare nella nostra vita, e parlano un linguaggio diverso, ognuna, sono effettivamente mappe diverse, ma trovo estremamente affascinante la loro integrazione nella totalità di ciò che siamo, nell’evoluzione della coscienza e della consapevolezza. Ciò è possibile perché ci danno modo di lavorare sui 2 piani esistenziali principali, la mente e il corpo che, allineandosi, fanno affiorare la nostra essenza più pura.
E quando iniziamo ad allinearci alla nostra essenza, quando cominciamo a essere davvero noi stessi, ecco che allora comincia la vera magia, ecco che cominciamo a sperimentare i cosiddetti miracoli, le sincronicità, lo stupore negli occhi e nel cuore, e cominciamo a vedere la vita per ciò che realmente è: un gioco bellissimo, un dono meraviglioso.
